lunedì 20 febbraio 2012

Come imbarcare una bici in aereo

Imbarcare una bici in aereo
Oggi vi diamo qualche consiglio per imballare la bici quando non si possiede una specifica borsa o una valigia rigida per il trasporto aereo.

Per fare un buon lavoro sono necessarie fascette da elettricista piuttosto lunghe, del nastro adesivo in carta (evita di lasciare colla sulle parti che vengono bloccate), dei cartoni e del pluriball.

Per prima cosa si devono sgonfiare le gomme, smontare il manubrio, smontare i pedali, smontare la ruota davanti.

Il manubrio verrà fissato in verticale al telaio della bici, la forcella ruotata di 180°, i pedali verranno fissati alle pedivelle, il tutto utilizzando il nastro adesivo.
Per quanto riguarda la ruota davanti deve essere posizionata circa al centro tra il tubo piantone e il tubo obliquo dal lato dove non è presente la catena. La ruota deve essere fissata con le fascette al telaio.


Anche la sella deve essere sfilata e fissata con il nastro adesivo. Visto che abbiamo ancora spazio è meglio utilizzarlo il più possibile inserendo e fissando componenti aggiuntivi (casco, scarpe, borracce ecc.) per rendere così più leggero il nostro bagaglio a mano.

Manubrio, sella, ruota davanti smontati

Come vedete la sella è stata fissata parallela al tubo obliquo, le scarpe sono state inserite al posto delle borracce e fissate con nastro adesivo e il casco è stato fissato alla ruota davanti con una fascetta da elettricista. Le borracce quindi sono state fissate al portapacchi posteriore con del nastro adesivo.
Per evitare spiacevoli colpi al forcellino, è stata tolta la catena e il forcellino è stato svitato e fissato ai raggi della ruota posteriore con una fascetta.
Successivamente si passa alla fase di "protezione della bici", si prende un cartone (va benissimo uno scatolone), lo si distende a terra e si appoggia la bici sopra.

Protezione in cartone nella parte basa della bici

Si inizia quindi a chiudere lo scatolone creando una specie di culla che protegga tutte le parti basse. Il tutto va fissato con nastro adesivo.

Si passa quindi alla chiusura definitiva della bici facendola diventare un vero e proprio pacco. Si distende a terra il pluriball e si appoggia sopra in orizzontale la bici. Si inzia con un primo giro di pluriball e si fissa, successivamente si rimette in "piedi" la bici e si comincia ad avvolgerla prima in orizzontale e poi in verticale.
Utilizzato pluriball per la protezione della bici

Il risultato finale è questo, la bici è pronta per essere spedita in aereo.
Bici protetta con pluriball. pacco ultimato

Per quanto riguarda la spedizione, la bici segue lo stesso iter di una normale valigia. La si porta al check-in come una normale valigia, vengono applicati gli adesivi con la destinazione come una normale valigia. Non viene però ritirata al check-in come una normale valigia in quanto essendo un bagaglio ingombrante, deve essere portata in un'area apposita dell'aeroporto dove vengono ricevuti, appunto, i bagagli ingombranti.

Buon viaggio!

DRIN DRIN!!

giovedì 16 febbraio 2012

Mountain bike sport estremo in Veneto

La Regione Veneto con la delibera regionale 1411 del 6 settembre 2011 (allegato A – sezione 6), ha classificato la MTB come sport estremo.
Cosa significa questo?
Significa che se durante un'escursione in MTB  in fuoristrada si ha un infortunio, l'eventuale intervento del 118 sarà a carico dell'infortunato. Questo non è applicabile soltanto agli agonisti, ma a chiunque decida di fare una scampagnata in bici in un qualsiasi tracciato collinare o montano.
Viene specificato nella delibera che "l'ambiente dell'infortunio deve essere impervio".
Cosa significa impervio? Un qualsiasi tracciato che non sia strada o al limite argine di canale!!
E quanto ci costa? Il tariffario lo trovate nell'allegato B. Ma facciamo qualche esempio:

Un intervento con ambulanza: 150,00 €
Un intervento con idroambulanza con infermiere: 180,00 €
Un intervento medico (importo aggiuntivo): 100,00 €

DRIN DRIN!!


Scarica la delibera

sabato 11 febbraio 2012

Iniziativa "Salviamo i ciclisti"

La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).

In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni.

In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.

Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo che chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times:

1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.

2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.

3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.

4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.

5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.

6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.

7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays

8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Cari direttori, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voi affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane. Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.

Tutti gli aderenti all’iniziativa saranno visibili sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti

DRIN DRIN!!

venerdì 27 gennaio 2012

Numero ICE (In Case of Emergency)

Chi è Bob Brotchie? E' un paramedico che nel 2005 ha ideato un nuovo acronimo: ICE che significa: In Case of Emergency = In Caso di Emergenza.

In caso di incidente con feriti gravi o non coscienti, gli operatori delle ambulanze del 118 hanno difficoltà a trovare il numero di telefono più corretto tra tutti i numeri della rubrica del cellulare che viene trovato addosso ai feriti.


Un aiuto molto efficacie è quello di indicare con l'acronimo ICE il numero di telefono dei familiari da chiamare "in caso di emergenza".
E' consigliato aggiungere più numeri ICE (ICE1, ICE2, ICE3) dando maggiore scelta agli operatori per tentare di contattare un maggior numero di familiari (non tutti sono sempre repartibili a casa o hanno il cellulare sempre acceso).

Raccomandiamo a tutti di seguire questo utile consiglio. DRIN DRIN!!

 
Resta comunque sempre efficacie anche il semplice foglietto di carta nel portafogli con indicati oltre i numeri di telefono ICE (magari il cellulare si danneggia!!), il gruppo sanguigno e le eventuali allergie.

martedì 10 gennaio 2012

Come essere sempre visibili di notte in bici

La sicurezza è un tema fondamentale per tutti coloro che utilizzano la bici sia per diletto che per necessità. A maggior ragione se l'utilizo della bici avviene durante le ore notturne, quando diventa particolarmente difficile da individuare per tutti gli altri veicoli.

Il Codice della strada (D.Lgs 285/92 e successive modifiche) nell'art.68 specifica le "Caratteristiche costruttive e funzionali e dispositivi di equipaggiamento dei velocipedi" comprese quindi le segnalazioni visive. Nell'art. 182 specifica inoltre che in particolari circostanze, il ciclista è tenuto ad indossare il giubbotto ad alta visibilità.

Molti ciclisti purtroppo pedalano sprovvisti di tutti questi accorgimenti.
Nel filmato qui sotto potete osservare cosa un automobilista vede percorrendo una strada alla velocità di 50 km/h.

Speriamo che questo esempio faccia RIFLETTERE.