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lunedì 1 maggio 2017

Ciclovia del Sile da Treviso a Punta Sabbioni (con variante di prosecco al Lido)

Finalmente, dopo anni di attesa, sospensione dei lavori e altre faccenducole che ai ciclo-amatori rimangono indifferenti, il percorso da Treviso a Punta Sabbioni è completamente ciclabile (a parte qualche tratto su strada promiscua che si vedrà).
Mancava il tratto fondamentale da Portegrandi – Caposile che, miracolosamente, è stato inaugurato e aperto il 9 aprile 2017.
Quindi gli Amici che pedalano non potevano non percorrerlo tutto.
30 Aprile 2017, alle 9.00 si parte siamo in 11, dalla stazione di Treviso dove siamo giunti con il treno Regionale Veloce partito alle ore 8.00 da Vicenza (con cambio a Mestre).
Si attraversa una minima parte della città aggirando le mura medioevali e, alla fine della Via J. Tasso, si prende sulla destra l’alzaia del Sile: qui inizia la ciclovia E4.
Il percorso si sviluppa inizialmente seguendo l’argine sinistro del fiume, tra salici e pioppi, ed è assolutamente ciclo-pedonale. Poi, dopo alcuni chilometri si passa sulla destra orografica da dove si possono notare imbarcazioni da trasporto di antica data, abbandonate nel cosiddetto “cimitero dei burci”.
A Casier una prima sosta per rifocillarci e si riparte.
Da Casier a Quarto d’Altino il collegamento è completamente ciclabile, la giornata fresca e soleggiata favorisce la visione di un paesaggio che muta continuamente, praticamente è sempre possibile fare birdwatching.
Attenzione al passaggio in prossimità di Casale sul Sile, non andare in direzione del centro del paese ma, in corrispondenza della strada provinciale Roncade Casale, cercare l’attraversamento ciclabile che porta sulla sinistra del fiume.


Poi località Musestre, Quarto d’Altino, Portegrandi (percorsi 35 km) da dove, attraversata la chiusa, inizia il rettilineo (10 km) che segue la destra del Taglio del Sile, opera di ingegneria idraulica costruita dai veneziani alla fine del'400 per difendere la città e la Laguna dal lento ma inesorabile interramento provocato dal trasporto di limi, in questo modo l'originario corso del fiume, che sfociava a Portegrandi, è stato deviato aggirando tutta la laguna nord per costringere le sue acque a sfociare sul mare all'altezza dal Cavallino. Laguna salva. Analoga cosa i veneziani fecero per il fiume Brenta. Alla fine del percorso lungo il Taglio si giunge a Caposile.
Si costeggiano le barene e la Laguna di Venezia con colpi d’occhio straordinari sull'orizzonte chiuso dalle sagome dei campanili di Venezia e dell'estuario.
Giunti a Caposile (percorsi circa 50 km), sulla nostra sinistra c'è il ponte di barche che permette di attraversare il Taglio del Sile (ma non si deve attraversare), il percorso quindi prosegue per via Salsi, strada con traffico promiscuo, ma discretamente contenuto almeno in questa stagione, che segue l’argine destro del Sile giunto ormai quasi alla foce artificiale.
Si decide la sosta pranzo, scegliamo Contry House Salomè, sempre lungo la via Salsi alle porte di Jesolo Paese.
Vedere la nostra recensione completamente negativa già inviata per la pubblicazione su Trip Advisor.
A parte la lunga attesa (i ciclisti notoriamente quando devono fare il pieno non amano attendere), abbiamo mangiato un improbabile antipasto impostoci praticamente con la forza dal titolare che sembrava più interessato a proseguire la siesta in giardino, piuttosto che preparare da mangiare.
Antipasto con olive (comunissime confezionate Zuccato), qualche tarallo (taralli pugliesi a Jesolo? Si esatto), e altre sciocchezze prive di sostanza ma del tutto scenografiche, innaffiate da un vino pessimo da torcibudella.
In seguito, dopo lunga attesa, oltre un’ora dal nostro arrivo, una cucchiaiata di risotto agli asparagi (almeno questa era la pretesa dello chef, ma sinceramente possiamo dare un voto 4) e bis di pappardelle (poche e impaccate) con un sugo (sic) indefinibile.
Vino come detto pessimo, il tutto per € 28 a cranio. In conclusione cancellare questo luogo dalle possibili soste.
Si riparte e raggiungiamo Jesolo Paese, qui si imbocca a destra, dopo circa 3-400 metri in centro abitato, Via Parco della Rimembranza fino a costeggiare nuovamente l'argine destro del Sile e, giunti a un bivio, si prende a sinistra dove inizia un percorso straordinario (Via Cristo Re) che ci conduce, dopo alcuni km, alle chiuse di Canale Casson che si attraversano entrambe in un ambiente molto particolare.
Poi si prosegue costeggiando il canale fino al centro abitato del Cavallino.
Qui varie possibilità dal centro urbano, vie ciclabili intervallate a strade promiscue, comunque sempre con la laguna alla nostra destra si giunge a Punta Sabbioni. Abbiamo percorso 83 Km.
Da Punta Sabbioni imbarco per il lido su Motonave. Attenzione non tutti i collegamenti da Punta Sabbioni al Lido imbarcano le bici è consigliabile controllare gli orari sul sito di ACTV linee di navigazione.


Sbarchiamo al Lido Santa Maria Elisabetta e facciamo un piccolo giro lungo il Gran Viale dove, immersi in atmosfere anni '30 (tutto al Lido è fermo a quei momenti), ci facciamo una magnum di prosecco e poi via lungo le strade d'altri tempi dell'isola per raggiungere a San Nicoletto l'imbarcadero del ferry boat che ci porterà al Tronchetto.



Quindi Piazzale Roma e Stazione FS Santa Lucia attraversando il Ponte di Calatrava e treno per il ritorno a casa.

Note:
1. il percorso richiede l'intera giornata, tenuto conto dei tempi per gli spostamenti in treno e in mare;
2. circa il 70% del percorso è sterrato;
3. sul rettilineo Portegrandi Casale non c'è alcuna possibilità di rifornimento di acqua, quindi in giornate estive fare molta attenzione a non rimanerne sprovvisti;
4. i punti di ristoro veri e propri sono pochi: possibili soste con bar e bagni sono a Casier, e Jesolo mentre nel tratto Cavallino Punta Sabbioni non ci sono problemi.

giovedì 18 ottobre 2012

Gran Sasso Tour 6° e 7° giorno

Santo Stafano di Sessanio
Nel sesto giorno, nuovamente fiducioso per le ampie schiarite, mi arrampico alla rocca di Calascio, da dove finalmente, intravedo le dolomitiche vette del Gran Sasso. Attraverso Castel del Monte e ritorno sul vasto pianoro di Campo Imperatore: da valico della Serra un panorama mozzafiato.
Risalgo per Riccopiano e inizio una lunghissima discesa fra splendide faggete che mi porterà a Castelli, Isola, Montorio al Vomano, dove pernotto dopo 73 Km.



Rocca di Calascio



Pietracamela
Nel settimo giorno il buon tempo mi induce ad arrampicarmi a Pietracamela, nell’intento di completare il giro. Arrivato nel bellissimo borgo a 1200 m, dato che neppure dal versante settentrionale riesco a scorgere le cime sempre incappucciate, decido, stanco nella mente, di ritornare a casa. Nel silenzio della valle del Vomano appare un cicloturista solitario come me. Una bella consolazione!
E’ inevitabile confidargli la stanchezza non tanto fisica, ma psicologica. Lui, svizzero, dice che per essere italiano una settimana di pedalata in solitaria è già molto. Nel suo programma, appena iniziato, ce ne sono tre!
Ritorno sui miei passi verso Teramo, Civitella del Tronto, Ascoli, che non raggiungo, preferendo deviare, restando in quota, per Sant’Egidio alla Vibrata, Controguerra e Colonnella verso Martinsicuro e quindi a San Benedetto del Tronto, dopo circa 160 Km.
Il giorno dopo, riparto con i regionali verso casa.




Colli del Tronto
Bravo Eros!!!

mercoledì 17 ottobre 2012

Gran Sasso Tour 4° e 5° giorno

Nel quarto giorno parto sotto l’acqua e il freddo che non mi abbandonano. Così dopo 58 Km, mi fermo nei pressi di L’Aquila, dopo essere salito ad Arischia nel tentativo di trovare alloggio e indirizzarmi verso Amatrice che era la mia meta.
Trevi

Nel quinto giorno parto in una giornata che promette ampi squarci di sereno. Mi addentro in L’Aquila con la preziosa guida di un affabile signore. Con malinconia percorriamo le vie fra palazzi sostenuti da armature, con gli interni crollati insieme alla loro quotidianità distrutta e ferma a tre anni fa, in un silenzio irreale.
L'Aquila

Inizio la salita verso Assergi, da dove inizierà il cammino attorno il massiccio del Gran Sasso. A Fonte Cerreto finalmente trovo il primo punto informazioni del Parco aperto.
Campo Imperatore
Scarse le informazioni e il materiale disponibile per percorrere l’anello della ippovia ben descritta nel sito del Parco. Così continuo per la strada asfaltata verso Campo Imperatore. Incontro solo mandrie e greggi e il mio timore dei pastori abruzzesi. Magico il paesaggio, reso surreale dalla fine pioggia e dagli arcobaleni formati dai raggi di sole filtranti le basse nuvole. Dopo 58 Km, arrivo a Santo Stefano di Sessanio, splendido borgo medievale abitato d’inverno da non più di 90 persone, accolto in un suggestivo albergo.
Campo Imperatore



Campo Imperatore

martedì 16 ottobre 2012

Gran Sasso Tour 2° e 3° giorno

Nel secondo giorno da Marciano mi sposto verso il lago Trasimeno. Anche qui mi affido alle indicazioni che, prima, mi indicano migliore la sponda settentrionale, poi quella ovest, da dove, grazie all’aiuto di un anziano e valido ciclista, attraverso strade secondarie, arrivo a Perugia dall’alto, dalle Università. In Centro una gentile signora del punto informazioni mi orienta verso la ciclabile che costeggia il Tevere verso Assisi, lungo la via Francigena. Attraversata Assisi, prendo rapidamente verso Spello, dove arrivo, spossato, dopo 113 Km.

Nel terzo giorno percorro una bella ciclabile sull’argine di un fiume da Foligno fino a quasi Spoleto, da dove, non senza fatica e grazie al cassiere ciclista di un piccolo supermercato di Eggi, salgo verso la val Nerina. Inizia a piovere. Arrivo sotto l’acqua a Monteleone di Spoleto, bellissimo borgo medievale, dove alloggerei volentieri, ma fuori stagione si fatica a trovare locali adatti.
E così, bagnato e infreddolito, giungo a Leonessa, alle pendici del Terminillo, per dormire, dopo 83 Km, in un Hotel 5 stelle (l’unico aperto).

lunedì 15 ottobre 2012

Gran Sasso Tour 1° giorno

Eros, uno degli Amici che Pedalano qualche tempo fa ha intrapreso un viaggio in solitaria partendo da Forlì per raggiungere il Gran Sasso. Di seguito troverete il racconto della sua bella avventura.

Parto da Vicenza in treno regionale verso Forlì, da dove, alle 11,30, incomincia l’avventura in solitaria.
Subito qualche difficoltà a comprendere le indicazioni stradali che sono fatte per le auto, lungo tangenziali che cerco di evitare.
Meldola, Civitella di Romagna e S. Sofia. Spesso ho dovuto chiedere informazioni perché non amo preparare troppo il viaggio, ho alcune carte e il percorso “disegnato” su Google, ma sono facilmente disponibile ai cambiamenti, soprattutto quando a S.Sofia mi descrivono il passo dei Mandrioli come troppo pendente. Decido quindi di seguire le indicazioni per Campigna. Il paesaggio della riserva con faggete da favola, la strada deserta e la lunga discesa mi ripagheranno dei circa quaranta chilometri di lenta e costante salita per valicare l’Appennino. Da passo della Calla si distacca una interessante strada forestale per l’eremo di Camaldoli.
Decido di non intraprendere strade ancor più solitarie per non correre troppi rischi con il mio carico di circa 18 Kg posto sul nuovo portapacchi freeload per la mia biammortizzata.
La lunga discesa verso Arezzo diventa meno interessante dopo Bibbiena, anche per il traffico della statale del Bidente, lungo la val Casentina. Dopo 155 Km arrivo in serata a Marciano della Chiana, ospite del caro amico don Girolamo.

venerdì 12 ottobre 2012

Giro tra le Ville Palladiane del basso vicentino

Viste le temperature ancora gradevoli, oggi ci siamo cimentati in un percorso facile, tutta pianura e una sola salita finale. Le mete di oggi saranno due Ville Palladiane che si trovano nel basso vicentino.
Partiamo verso le 13.00 dal piazzale del municipio di Sarego e imboccchiamo la ciclabile che ci porta fino a Lonigo. Raggiungiamo poi Alonte attraverso una strada interna poco traffficata e successivamente Orgiano, Cagnano e finalmente giungiamo a Pojana Maggiore dove poco fuori paese si presenta Villa Pojana del Palladio (Patrimonio dell'UNESCO).
A commissionare la villa nel 1546 fu Bonifacio Poiana, rappresentante di una famiglia vicentina che per i servigi resi alla Repubblica di Venezia ai tempi della Guerra della Lega di Cambrai ebbe assegnata una vastissima tenuta in queste fertili campagne. I lavori terminarono nel 1563, quando fu compiuta la decorazione interna eseguita per mano dei pittori Bernardino India e Anselmo Canera e dello scultore Bartolomeo Ridolfi.
Villa Pojana
Villa Pojana


Ci rimettiamo in bici e ci dirigiamo verso la seconda meta: Villa Saraceno.
Pedialiamo fortunatamente su strade di campagna poco trafficate e quindi possiamo goderci serenamente il panorama che ci viene offerto.
La villa di trova ad Agugliaro, il progetto della villa, che fu costruita da Palladio nel 1548 ca., prevede due barchesse laterali formate rispettivamente da due bracci. Venne eretta, e solo in parte, quella di destra. La villa venne affrescata per volontà dei Saraceno nel Cinquecento ed oggi è visibile solo parte della decorazione.

Villa Saraceno, dopo molti anni di degrado, è stata completamente ristrutturata ed in modo egregio per opera della società inglese The Landmark Trust

Villa Saraceno


Rientriamo verso Sarego attraversando la meravigliosa Val Liona passando per Sossano, Campolongo, San Germano dei Berici e per la suggestiva zona dei Mulini della Val Liona.
Superata infine la salita di Boca d'Ascesa (1,5 km al 6%) raggiungiamo l'ultima tappa della giornata: Villa Trissino (o meglio parte di Villa Trissino) a Meledo.
Il progetto prevedeva un edificio padronale ruotante attorno ad una sala centrale circolare e coperta da una cupola, e due barchesse che avrebbero dovuto abbracciare l’area antistante. Lungo il fiume si eleva una costruzione cinquecentesca formata da un porticato e da una torretta. È difficile affermare con sicurezza che sia opera di Palladio a causa di alcune incertezze nella distribuzione degli elementi che potrebbero essere state causate dal fatto che l’architetto non diresse personalmente i lavori di costruzione.

Barchessa di Villa Trissino


domenica 30 settembre 2012

Dalle Dolomiti a Venezia

Dai paesaggi delle Dolomiti alle lunghe vedute sulle distese pianeggianti della laguna, il panorama che si incontra durante questo itinerario cambia passando attraverso i morbidi versanti delle Prealpi trevigiane.
Il percorso offre l'opportunità di conoscere il territorio dalla provincia di Belluno, fino a Venezia.
Si parte da Belluno per scoprire una regione tra le più variegate della Penisola. Dalle ciclovie, tra boschi e sentieri, alle piste che collegano un luogo a un altro. Lasciata Belluno, l'itinerario prevede una discesa lungo il corso del Piave in direzione del Cansiglio, da dove poi raggiungere la fertile regione dell'Alpago. Tutto il percorso è costellato di piccoli paesi dov'è custodita la prelibata tradizione culinaria, da abbinare ai vini locali.
Il Passo del Fadalto porta a Vittorio Veneto (Treviso) e al Museo della Battaglia che raccoglie numerose testimonianze della Grande Guerra. Ripresa la strada si arriva a Conegliano con il suo bel castello medievale. Attraverso Susegana e Montebelluna si giunge a Treviso, centro culturale con preziose meraviglie architettoniche collegato alla terraferma veneziana da un bell'itinerario lungo il fiume Sile.


Fonte: veneto.to
Vedi anche: Itinerari ciclabili in Veneto

domenica 29 luglio 2012

Da Vicenza ai Castelli di Romeo e Giulietta

Ulisse oggi fa proprio quello che il meteo aveva previsto. Noi però lo freghiamo dandoci appuntamento alle 6.15 AM per compiere la consueta uscita domenicale.
La meta sarà il Santuario di Monte Berico attraverso la dorsale Berica, poi vedremo di continuare se le temperature ce lo permetteranno. Il percorso è tutto su asfalto, abbastanza facile con pendenze non impegnative.
Partiamo quindi da Brendola passando per Perarolo, Arcugnano e raggiungendo il Santuario di Monte Berico in poco più di un'ora.

La temperatura è ancora gradevole quindi si decide di scendere a Vicenza e di proseguire per Sant'Agostino, Valmarana per poi arrivare ai Castelli di Romeo e Giulietta di Montecchio Maggiore. Il tragitto che ci ha portato a Valmarana ha qualche strappetto un pò impegnativo ma il panorama che è possibile ammirare sulla sommità vale la sudata.

Castello di Giulietta

Per raggiungere i castelli è prima necessario percorrere un paio di km sul pianeggiante ed attraversare Alte Ceccato e Montecchio Maggiore. Poi la strada si inerpica per la collina. Anche qui qualche strappo impegnativo ma per il resto la strada è abbastanza scorrevole.

Castello di Romeo

Troverete qui in fondo la traccia GPS del percorso che si snoda su strade promiscue per raggiungere i Castelli di Romeo e Giulietta dalla stazione dei treni di Vicenza. Non si tratta del percorso più breve, bensì del percorso che abbiamo disegnato noi oggi.

Scarica la traccia (tasto destro)

venerdì 27 luglio 2012

L'anello del Veneto

Anello del Veneto
L'Anello del Veneto è un percorso cicloturistico circolare attorno alle province di Venezia, Padova, Vicenza e Treviso passando per la pedemontana e toccando le città più belle della regione.
Partendo da Venezia, s'imbocca la Ciclovia delle Isole della laguna, che attraversa le isole per giungere a Chioggia (Venezia). Visitato il centro storico, si prosegue lungo l'argine del Bacchiglione e si arriva fino agli stabilimenti termali più antichi d'Europa, le Terme Euganee (Padova). Da qui si può in poco tempo raggiungere il centro di Padova.

Seguendo ancora il Bacchiglione, si arriva a Vicenza e al suo centro storico Patrimonio dell'umanità. Dopo una sosta in città, si prende la direzione della pedemontana verso Marostica e Bassano del Grappa (Vicenza), la prima famosa per la partita a scacchi, la seconda per il Ponte degli Alpini del Palladio.
Si giunge poi ad Asolo (Treviso), uno dei ''Borghi più belli d'Italia'', mentre la vicina Maser (Treviso) ci offre Villa Barbaro, con i suoi preziosi affreschi del Veronese. Passando per Montebelluna (Treviso), la natura del Montello è a un passo, e poco dopo ci aspetta Treviso e il suo centro storico. Dalla capitale del radicchio rosso, sfruttando la ciclovia del GiraSile, lungo le rive del fiume omonimo si ritorna nuovamente in laguna.

Scarica gli itinerari 2-1, 2-2, 2-3, 2-4, 2-5, 2-6
Fonte: veneto.to
Vedi anche: Itinerari ciclabili in Veneto

lunedì 23 luglio 2012

Via del mare

Il lungo litorale veneto è caratterizzato da paesaggi in cui domina l'elemento ''acqua'': dagli scenari del Delta del Po alle valli da pesca, raggiungendo la Laguna di Venezia dopo aver attraversato le foci dei fiumi Adige e Brenta, e poi verso la parte orientale della costa, dove si attraversano i fiumi Sile, Piave, Livenza e infine Tagliamento.
L'itinerario parte dal centro storico di Rovigo. Da Rovigo ci si dirige verso Adria (Rovigo) e il Delta del Po, un'area popolata da numerose specie di uccelli acquatici.
Dal Delta del Po si risale poi verso Chioggia (Venezia), "la piccola Venezia". Si raggiunge poi il tratto di litorale rinomato per le lunghe spiagge di fine sabbia dolomitica e le verdi pinete, meta prediletta dei tanti turisti che ogni estate affollano i campeggi e le strutture alberghiere di Treporti, Cavallino, Jesolo, Eraclea Mare, Caorle. Dopo aver ammirato l'incantevole Santuario della Madonna dell'Angelo si riparte verso le tappe conclusive dell'itinerario, lungo piste ciclabili, per terminare una volta giunti al faro di Bibione, alla foce del Tagliamento.


Fonte: veneto.to
Vedi anche: Itinerari ciclabili in Veneto


domenica 22 luglio 2012

Lettera a Monti per un diritto ancora negato

 
Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Prof. Mario Monti,
Abbiamo molto apprezzato la nota con cui Lei il 14 maggio scorso ha dato sostegno alle istanze della campagna #salvaiciclisti sottolineando i vantaggi economici derivanti dall’uso della bicicletta in ambito urbano e definendo la bicicletta come “mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.” Infatti, in questo periodo di crisi economica, per ridurre i costi derivanti dalla mobilità, molte persone fanno sempre più ricorso all’uso della bici, anche per andare al lavoro.
Purtroppo nel nostro Paese coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’INAIL riconosce al lavoratore lo status di “infortunio in itinere” “purché avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l`utilizzo era davvero necessario” nota INAIL.
Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele.
Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi.
La proposta della FIAB ha già raccolto oltre diecimila firme e ricevuto parere favorevole da parte di ben tre Regioni, tre Province e sedici Comuni tra cui Milano, Bologna e Venezia che ravvisano grande imbarazzo nel chiedere ai concittadini e ai propri dipendenti di usare la bicicletta senza poter garantire nel contempo adeguate tutele.
Con la presente chiediamo a Lei, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai Presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di accogliere questa proposta di modifica legislativa.
Per ulteriori informazioni sul tema dell’infortunio in itinere per il pendolare in bicicletta, Le segnaliamo il sito internet www.bici-initinere.info che è stato predisposto allo scopo di diffondere consapevolezza rispetto a questa campagna.
Confidando in una sua pronta risposta e auspicandoci condivisione nel merito, cogliamo l’occasione per salutarla cordialmente.

Se anche tu ritieni che chi si reca al lavoro in bicicletta non debba essere vittima di discriminazioni invia questa lettera direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro competente e ai Presidenti di Camera e Senato: e.olivi@governo.it; gabinettoministro@mailcert.lavoro.gov.it; fini_g@camera.it; schifani_r@posta.senato.it.
Inoltre puoi contribuire alla diffusione di questa iniziativa attraverso il tuo blog, il tuo sito internet oppure attraverso il tuo account di Facebook o di Twitter.

Sito di riferimento per la campagna: Bici in itinere

Scarica e leggi il comunicato stampa

lunedì 11 giugno 2012

Memorial Pilotto 2012 concluso

Ieri abbiamo partecipato al Memorial Pilotto, come sempre organizzato alla perfezione dal TEAM LE AQUILE di Sarego con il supporto dell' ASD PRO SAREGO.
Pubblichiamo qualche foto a testimonianza della bella manifestazione.

Veduta Villa La Favorita
Veduta Villa La Favorita

Scarica la traccia (tasto destro)

sabato 2 giugno 2012

Ciclovia del fiume Mincio

Ciclovia Mincio
La ciclovia lungo il fiume Mincio si sviluppa quasi esclusivamente su piste ciclabili pianeggianti, asfaltate e ben segnalate. Il percorso inizia a Peschiera del Garda.
Lasciata Peschiera, costeggiando il fiume, si attraversano i dolci paesaggi delle colline moreniche fra distese di cereali e vigneti. Oltrepassato il borgo di Salionze, sulla sponda mantovana si distingue il castello di Monzambano che racchiude un centro storico ben conservato.
Dopo circa 15 chilometri dalla partenza si arriva a Valeggio sul Mincio, città turistica che ha conservato le originali fortificazioni medioevali realizzate dagli Scaligeri, signori di Verona. Alle porte della città una breve deviazione permette di visitare il Parco Sigurtà, giardino tra i più famosi ed affascinanti d'Italia, o in alternativa, il centro fortificato sulla collina e il pugno di case di Borghetto, dove è possibile ammirare gli antichi mulini e il ponte Visconteo.
Ritornati sulla ciclabile si prosegue sempre verso sud, fino a Pozzolo dove si può prevedere una sosta nel verde dell'oasi della Centrale del Corno. Da questo punto si lascia il fiume Mincio per pedalare sull'argine del canale scaricatore Pozzolo - Maglio.


Lungo la pista ciclabile, alcuni cartelli turistici indicano due possibili deviazioni verso le aree naturalistiche del Parco Bertone e del Bosco Fontana. Quest'ultimo, in particolare, è un raro esempio di foresta planiziale, oggi tutelato dal Parco Regionale del Mincio.
Nell'ultimo tratto del percorso i campi coltivati lasciano sempre più spazio alle aree urbanizzate, fino all'ingresso della città di Mantova. Il Mincio in questo punto si allarga a formare un sistema di laghi. Varcato il lago Superiore si entra nel centro storico della città rinascimentale che conserva ancora intatti i gioielli architettonici commissionati dalla signoria dei Gonzaga.

Lunghezza: 44 chilometri

Scarica la brocure
Scarica la traccia GPS (tasto destro)
Fonte: veneto.to
Vedi anche: Itinerari ciclabili in Veneto

giovedì 24 maggio 2012

6° giorno Radicofani Viterbo

Stamattina la partenza da Radicofani è ritardata dal fatto che non c'è nessuno che ci timbri la Credenziale. Cerchiamo in chiesa, cerchiamo presso il vicino ostello, nessuno. Un maresciallo dei Carabinieri in pensione ci informa che la signora che si occupa dell'accoglienza dei pellegrini, stamattina è al mercato.
Perdiamo quasi un'ora ma finalmente riusciamo ad avere il timbro e partiamo alla volta di Viterbo nota come "la città dei Papi".
Lago di BolsenaLa nota positiva della giornata è la lunga discesa sterrata che abbiamo di fronte a noi che dopo una decina di km incrocia la strada regionale Cassia. Seguendo la Via Cassia attraversiamo i paesi di Acquapendente e San Lorenzo Nuovo, primo Gran Premio della Montagna.
Raggiungiamo quindi la sponda ovest del Lago di Bolsena verso l'ora di pranzo. Decidiamo di regalarci un pasto "come si deve", quindi ormaggiamo le bici contro una siepe e ci accomodiamo da Giggetto.
Intanto Angelo si massaggia il ginocchio....
Lago di Bolsena
Dopo questa sosta riprendiamo il nostro viaggio ma dopo qualche km accade quello che non ci saremmo mai aspettati: la prima ed unica foratura del viaggio! Chi è il fortunato?
Angelo? No, Angelo ha già il ginocchio incasinato.
Tony? No, Tony è sereno.
Marco? No, Marco ha passato la notte insonne a causa del panino col lardo del giorno prima.
Paolo? No, Paolo ha forato 4 o 5 volte in Turchia l'anno scorso e quindi "ha già dato".
Quest'anno il premio spetta a Gabriele. La ruota bucata è ovviamente quella dietro. Oltretutto il suo portapacchi è fissato con un perno passante sul mozzo quindi il grado di difficoltà dello smontaggio della ruota senza piegare, danneggiare, svirgolare il portapacchi è 3.6!!
Beh è una ottima scusa per riposarsi...



Terminata la riparazione ripartiamo inserendoci sulla Strada Verentana lambendo Capodimonte, Marta e successivamente sulla strada Martana che ci conduce negli ultimi 20 km fino a Viterbo.
In questa splendida città soggiorniamo presso la Residenza Nazareth

Scarica la traccia (tasto destro)


Itinerario ciclabile 1615966 - powered by Bikemap 

Per vedere le foto clicca sulla finestra qui sotto



mercoledì 23 maggio 2012

5° giorno Siena Montalcino San Quirico d'Orcia Radicofani

Cattedrale di Siena
Partiamo da Siena con il brutto tempo dopo aver timbrato la Credenziale presso il Duomo.
Usciamo dalla città utilizzando la Via Cassia che abbandoneremo dopo aver superato il paese di Buonconvento. In questo paese ci fermiamo circa all'ora di pranzo per consumare il tipico pasto dell'atleta: "Panin col lardo".
La giornata è piuttosto fredda, mangiare all'aperto non è il massimo, e di fronte a noi ci sono delle nuvole grigie minacciose. Ci dirigiamo verso Montalcino che però non attraverseremo perchè troppo spostato rispetto al nostro itinerario.
Infatti dopo circa 5 km da Buonconvento abbandoniamo la strada asfaltata per immetterci sulla Via Francigena.
Percorriamo un lungo tratto di Via Francigena tutto sterrato in mezzo a campi coltivati a vigneto. La tentazione però è tanta, ci troviamo in una delle zone più rinomate del mondo per il suo vino, e noi non ci fermiamo a gustarlo? Sarebbe un peccato...
Decidiamo quindi di fare una sosta presso la Tenuta Caparzo dove gustiamo tutti un fantastico "Rosso di Montalcino". Tutti tranne Alberto, il quale essendo sempre il primo della fila ed essendo costantemente in fuga dal gruppo, ci ha raggiunti dopo che si è reso conto che la nostra assenza era sospetta.
Ripartiamo con le idee meno chiare di quando ci siamo fermati proseguendo sempre per la Via Francigena sterrata fino a raggiungere Torrenieri Montalcino dove imbocchiamo la strada asfaltata.
La strada si insinua in mezzo a campi coltivati a frumento e il vento sembra spazzolarli creando un effetto visivo incredibile. Si, l'effetto è bellissimo, ma noi, sarà il vento, sarà la salita facciamo una fatica immane a procedere.. e per fortuna che non piove!
Finalmente dopo un salitone arriviamo a San Quirico d'Orcia ma li non troviamo nessuno a timbrarci la credenziale, tutti in ferie, sbagliato orario. Basterebbe mettere un timbro legato a un bancone in chiesa e i pellegrini potrebbero arrangiarsi a timbrare la Credenziale senza dover suonare campanelli a destra e a sinistra senza ricevere alcuna risposta. Stiamo sereni!!
Proseguiamo in discesa e attraversiamo Bagno Vignoni  dove facciamo una sosta per ammirare la famosa vasca rettangolare che contiene una sorgente di acqua termale calda.


Da li incrociamo nuovamente la Via Cassia che ci porta ai piedi di Radicofani. Qui riprende l'agonia nostra, ma soprattutto di Angelo che anche oggi ha grosse difficoltà ad avanzare in salita.
Radicofani lo vedete bene nella foto qui accanto, è quel torrione che spunta dal cocuzzolo.
Raggiunto il paese, pernottiamo presso l'Albergo La Torre dove veniamo accolti con cordialità, simpatia e umanità dal titolare e la sua famiglia.





Scarica la traccia (tasto destro)


Itinerario ciclabile 1615961 - powered by Bikemap 

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martedì 22 maggio 2012

4° giorno San Miniato Alto San Gimignano Siena

Oggi la giornata è soleggiata. La destinazione della tappa di oggi è Siena.
Partiamo dopo aver fatto una abbondante colazione insieme agli amici frati e dopo aver ovviamente timbrato la Credenziale.
Lasciamo in convento e ci ritroviamo a scendere lungo una discesa che ci porta fino alla pianura, quella poca che esiste in Toscana...
Infatti dopo qualche km inizia una serie di salite interminabici che ci riportano a quasi 500 metri di quota.
E' una tappa piuttosto impegnativa ed Angelo, che ha già qualche problema al ginocchio, comincia a risentirne nonostante questa mattina si sia preparato un frullato di analgesici. Facciamo una breve pausa per farlo rifiatare e per recuperare un pò di energie tutti quanti.
Fortunatamente con Angelo ci sono sempre Tony e Gabriele che per tutto il viaggio gli fanno da gregari per riuscire a portarlo a termine di ogni tappa.
Comunque il percorso di oggi è piacevole, gli scenari che ci trovavamo di fronte sono bellissimi.
Verso le 13:00  raggiungiamo San Gimignano e lì pranziamo con i consueti panini.

Incontriamo anche un gruppo di americane che stanno percorrendo in bicicletta alcune zone del Veneto e della Toscana.
Chiaccchieriamo un pò e raccontiamo loro un pò del nostro viaggio ma ormai è tempo di ripartire. Riusciamo comunque ad ammirare anche la bellezza della Piazza della Colleggiata e della Cisterna.
San Gimignano si trova a circa metà strada quindi ci aspetta un'altra quarantina di km su e giù per la gioia di Angelo che ogni tanto esclama: "me lo gavea dito me mojere: no stà andare!!"
Non poteva mancare la pioggia anche quest'oggi, infatti raggiunta Siena, ci ha accolto un bel temporale.
Qui pernottiamo presso un miniresidence e ceniamo  in un ristorante in centro con delle ottime fiorentine.
Domani ci aspetta Radicofani.

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lunedì 21 maggio 2012

3° giorno Aulla Altopascio San Miniato Alto

E' tutta la notte che piove come pure stamattina. Durante la colazione tra uno sbadiglio e l'altro, tra una fetta biscottata e uno yogurt si pensa alla strategia della giornata.
C'è chi con fierezza italica vorrebbe affrontare il fortunale, c'è chi invece vorrebbe avvicinarsi o raggiungere la meta di oggi in treno e risparmiarsi l'ennesima doccia.
Vince il partito del treno quindi ci prepariamo a raggiungere la non lontana stazione ferroviaria di Aulla.
Lungo il breve tragitto accade l'imprevedibile. Angelo, con la potenza che ha nelle gambe, distrugge, anzi fa esplodere il cambio posteriore della sua mountainbike. Fortunatamente il fattaccio avviene di fronte a un negozio di biciclette. Comprato il pezzo, è stato poi montato da Alessandro e Paolo nell'attesa dell'arrivo del treno sotto la tettoia della stazione di Aulla.
Trasporto bici su trenoPer la prima volta oggi abbiamo l'emozione di caricare sul treno le nostre dieci biciclette. Ci sarà sufficiente spazio? Con abilità degna di campioni di Tetris riusciamo ad appendere, legare, appoggiare tutte le bici lasciando anche un corridoio per il passaggio del "pilota" per la sua postazione di guida del treno. Si, perchè i posti bici sono sempre o in testa o in coda al treno e ogni volta è una sorpresa. Il più delle volte è in testa e quindi quando il treno arriva in stazione si fanno delle "volate" tipo Giro d'Italia per raggiungerla.
Il viaggio in treno è tranquillo, piacevole, chiacchieriamo, discutiamo delle prossime tappe da affrontare, guardiamo con ansia il cielo sperando che ad Altopascio il tempo sia più clemente e ci permetta di pedalare per qualche km e raggiungere il paese di San Miniato Alto, meta della giornata.
AltopascioFinalmente siamo ad Altopascio ed è quasi mezzogiorno, sistemiamo le formalità per il timbro sulla Credenziale e poi ci dirigiamo verso un panettiere che ci prepara dei saporiti panini.
Dopo la sosta chiediamo qualche indicazione e ci infiliamo nella Via Francigena, tra i campi e gli uliveti. Il tempo è migliorato, sembra che le nuvole grigie si siano spostate quanto basta per permetterci di pedalare asciutti. Raggiungiamo velocemente la seconda tappa per la Credenziale: Fucecchio, Paese natale di Indro Montanelli.
Ancora una decina di km e finalmente arriviamo a San Miniato Alto dove troviamo ospitalità presso la Casa di San Francesco, un antico e bellissimo Convento Francescano fondato dallo stesso San Francesco nel 1211.

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domenica 20 maggio 2012

2° giorno Parma Aulla

La mattina non promette nulla di buono, usciamo dall'albergo con il cielo grigio e carico di pioggia. Infatti dopo qualche minuto inizia a piovigginare. Nel frattempo raggiungiamo il Duomo di Parma e lì rimaniamo in attesa di ottenere il timbro che testimonierà il nostro passaggio. Intanto piove. Per fortuna siamo al riparo sotto un portico che è diventato per l'occasione il parcheggio delle nostre dieci bici.
E' domenica mattina, c'è poca gente in giro, solo spazzini che puliscono marciapiedi e strade. Intanto il tempo passa e finalmente i nostri emissari appaiono con le Credenziali timbrate. Ora possiamo partire.
Percorriamo una ventina di km, raggiungiamo Collecchio dove facciamo una breve sosta caffè.
Da questo punto inizia l'ascesa al Passo Cisa. Subito ognuno interpreta la strada come vuole, c'è libertà di andatura ovviamente anche perchè i km di salita sono circa 30 fino a Berceto e da lì inizia il vero e proprio attacco al Gran Premio della Montagna. Mi son dimenticato di dire che il tutto è accompagnato sempre da una sana pioggia e da vento freddo una volta raggiunte quote superiori ai 500 metri di altitudine.
Un tempo questa strada fu un'arteria trafficatissima, ma ora con la costruzione delle varie autostrade, è inutilizzata. Percorrerla in bici ti da una strana sensazione, sembra di pedalare verso il nulla, ad ogni curva, ad ogni tornante sembra di essere già passati in quel luogo dieci minuti prima. A rendere ancora più tetro il panorama, è la miriade di ruderi di case cantoniere abbandonate. I pochi centri abitati sono lasciati a morire. Si incontrano raramente auto, solo qualche motociclista che ti fa un cenno con la mano e niente più.
Il gruppo si frantuma e ognuno sale con il suo passo, Alberto e Tony arrivano in vetta per primi in circa 3 ore e mezze, per ultimi Angelo e Gabriele (bella accoppiata) con le loro 5 ore abbondanti. In mezzo tutto il resto del gruppo. Gabriele è l'angelo custode di Angelo, lo nutre, lo sprona a continuare, lo incita fino ad arrivare in vetta.
In tutta questa ascesa sono pochi i momenti senza pioggia.
Siamo dentro l'unico bar in vetta al passo, il bar è nostro, abbiamo indumenti sparsi per tutto il locale appoggiati sulle sedie e addosso i termosifoni accesi nella speranza di riuscire ad asciugarli. Mangiamo e ci scaldiamo attorno alla stufa accesa.
E' giunto il momento di ripartire, fuori piove ancora ma ora è tutto più semplice. Solo discesa e pianura fino ad Aulla.
Raggiunta la pianura, gli ultimi 20 km li percorriamo sotto una pioggia battente, speriamo tutti di vedere al più presto il cartello "BENVENUTI AD AULLA, IL POSTO PIU' PIOVOSO DEL COSMO" o almeno per noi lo è.
Ci fermiamo presso il Demy Hotel dove si sta festeggiando un matrimonio, ormai siamo abituati.
Ceniamo insieme al gruppo matrimoniofestebimbichecorrono, il cibo è ottimo, poi ognuno va nelle rispettive camere ad asciugare le solette delle scarpe con l'asciugacapelli in dotazione in bagno.
Qualcuno azzarda un bucatino in una lavanderia a gettoni.
State sereni...

N.b. Anche noi ieri abbiamo sentito la forte scossa di terremoto. Poi partiti per pedalare non abbiamo più avuto notizie.
Siamo vicini alle famiglie delle vittime e facciamo un grande in bocca al lupo a tutti coloro che sono stati colpiti da questo grave evento.

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