martedì 24 giugno 2014

4° Giorno Zadar - Primosten (106 km)

È martedì, la stanchezza pesa sulle gambe ma bisogna dire che il livello di forma risulta essere molto buono per tutti.

Sotto i nostri piedi l'Organo del mare a Zadar
Tappa lunga, con panorami sempre mozzafiato sulle isole e su un mare brillante, la giornata di pedale si chiuderà con 106 km percorsi.



Primosten merita la sosta. E’ un bel  paese sul mare, con tanti bar, ristoranti, negozi e allegria. Marco fa scorta di patatine per la partita di stasera.


Alloggiamo in un'intera casa tutta per noi e il parcheggio delle bici sembra un TETRIS.
Alle 18.00 c’è Italia Uruguay. Tifo indiavolato e rutto libero!


Ma si sa che mestamente la nazionale italiana verrà eliminata da una poco sportiva squadra, ma comunque una eliminazione meritata.



Cena al solito (appena sufficiente) in riva al mare.


Si dà il caso che ci sia anche una festa in paese, musica, balli, insomma tanta allegria come si diceva prima, e anche noi decidiamo di condividere quell’euforia con una bella bottiglia di torcibudella da 40° che ci scoliamo tutta.
La band sul palco suona anche brani dei Queen.



A letto un po’ alticci dopo aver acquistato e mangiato un’anguria.

NB: Quello rosa è un aggregato temporaneo!

lunedì 23 giugno 2014

3° Giorno Novalja - Zadar (Zara) (80 km)


Niente da scherzare, ci sono salite con punte del 9 – 10% per belle distanza.


Qui, e siamo al terzo giorno, iniziano le prevedibili scaramucce per stabilire la gerarchia del gruppo.
C’è sempre una retrovia che mantiene alto il motto degli amici che pedalano (l’importante è arrivare), ma in testa al gruppo si inizia ad attaccare.


Tuttavia, in questo giorno anche piuttosto caldo, verso l’una si decide la sosta sul mare per uno spuntino.
Pasta con le cozze (anche qui dove non può il cuoco può la fame), innaffiata da boccali traboccanti di birra. È la dieta del ciclista? Alla prossima!



Arriviamo a Zadar abbastanza veloci, qualcuno (il capitano) non tiene propriamente in asse la traiettoria della bici, sicuramente colpa della molta acqua bevuta a pranzo.


A Zadar ci sistemiamo in un carino, anche se angusto, hotel del centro storico, si cena senza lode e senza infamia in un locale dentro un giardino con il cuoco che sfornava le pietanze estraendole da un inquietante cubo di  ferro che sobbolliva e fumava come una locomotiva.


La sera in mezzo ad una festante folla ci siamo visti il match Croazia – Messico, vinto tre a zero dal Messico.
Delusione sulle facce dei croati, ma bisogna dire, anche molta consapevolezza dei limiti della loro squadra.


Nel contesto anche la visita alla città che è bellissima.

Da ricordare che è stata veneziana dal 1203 (anno della seconda crociata) fino al 1797, caduta della Repubblica.

domenica 22 giugno 2014

2° Giorno Crikvenica - Novalja (98 km)

A vederla sulla cartina geografica questa tappa sembrava cosa da poco, invece questo percorso si è dimostrato piuttosto impegnativo, l’altimetria della giornata d’altra parte lo dimostra.



Il panorama sulle isole del Quarnaro si apre bellissimo, sullo sfondo verso ovest, l’isola di Cherso, più vicino quella di KRK con il ponte che la collega alla terraferma e all’orizzonte la sagoma di Rab.




Si raggiunge dalla strada statale con una velocissima discesa il punto di imbarco e verso le 17 arriviamo a Novalja, sull’isola di Pag.

Partenza traghetto dalla terra ferma
Da segnalare che dall’attracco sull’isola a Novalja c’è in mezzo una bella e maledetta salita con punte di oltre il 10% che ci fa penare non poco. 


Attracco all'isola di PAG
Sistemazione in una discreta pensione e bucato di ordinanza!



Stasera ci concediamo la cena di pesce. Da queste parti è possibile mangiare meglio. Comunque accettabile.

Gelato di Gabriele

sabato 21 giugno 2014

1° Giorno Trieste - Crikvenika (115 km)

La mattina in treno fino a Trieste, arrivati verso le 10.00, sembra che siamo pronti ci muoviamo ma ci imbattiamo in una osteria triestina e lì, subito, un paninazzo con la “porcina”, qualcosa di estremamente delizioso e molto calorico, in linea di massima un alimento non proprio da salutisti né tanto meno da vegani (in sostanza maiale, chiamato anche mas-cio).




Poi inizia l’avventura, salita e salita fino al confine sloveno, poi sali scendi a non finire, ancora salita fino al confine croato e poi una velocissima e lunghissima discesa fino a Rijeka (Fiume).


Qui, sono circa le 15,30, ci facciamo un improbabile spaghetto alla carbonara, inutile dire che ciò che non poté il cuoco, poté la fame.

Ripartenza e dopo altri 30 km circa si arriva a Crikvenica. La nostra prima meta come da programma.

Sistemazione presso l’HOTEL KASTEL con mensa (self service) compreso nel prezzo.


Il punto è che anche le bibite erano comprese, quindi gli amici che pedalano, che notoriamente sono degli astemi e conducono vita da atleti, non hanno minimamente approfittato di questo benefit (da crederci?).

giovedì 8 maggio 2014

Rieccoci belli carichi e pronti per partire

Quest'anno gli Amici che pedalano si spingono in Croazia per raggiungere Dubrovnik partendo da Trieste.
Siamo addirittura dodici, sempre più persone ci chiedono di partecipare ai nostri viaggi.
Lo zoccolo duro c'è sempre e si sono aggiunti 3 nuovi elementi.


  • Alessandro P. al quale va uno speciale ringraziamento per essersi accollato l’organizzazione generale e per essere sempre in prima fila quando si tratta di trovare accomodation e risolvere i tanti problemini che nascono nel gruppo.
  • Alberto anche a lui un grazie per avere tenuto la cassa comune, cosa non semplice.
  • Il capitano Toni Z., di nome e di fatto, stratega delle tappe e che arriva primo a Dubrovnik.
  • Marco, che indossa sempre i guanti e i manicotti bianchi e non si abbronza le mani.
  • Francesco, l’uomo  con la panciera che però non molla mai.
  • Gabriele, presentatosi alla partenza senza un’ora di allenamento e senza aspirine.
  • Eros, che fornisce ottimi consigli medici e arriva anche lui primo a Dubrovnik.
  • Massimo, che usa come doping la patata di Rotzo (solo la patata?).
  • Domenico, anche lui che non molla mai e che Toni Z. ha soprannominato “il priore”.
  • Giancarlo, gregario di Toni C. che all’ultima tappa non ubbidisce agli ordini motivo per cui arriva primo a Dubrovnik.
  • Toni C., che parte a tutta, detto anche il succhia-ruote e ci attende per un’oretta e mezza a Dubrovnik ma che non arriva primo.
  • Franco, che tira sempre e fa dieta e ci attende anche lui un’ora e mezza a Dubrovnik tirandosi eroicamente Toni C.
Assenti per varie ragioni (quasi tutte plausibili) Alessandro B, Paolo Z., Paolo P., Renato F. e Valerio.